Perché la Cartotecnica - STUDIO CAM Espositori Pubblicitari Roma

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Perché la Cartotecnica

Manuale dei Materiali PoP

Stampabile in alta qualità a basso costo


Come già accennato nei paragrafi dedicati alla meta-comunicazione, alcuni messaggi sono trasmessi dalle forme e dai materiali del display. Usando le definizioni coniate per la comunicazione interpersonale, le forme e i materiali rappresentano il linguaggio non-verbale, le immagini (visual) rappresentano il linguaggio para-verbale e il testo (copy) quello verbale.
È indiscutibile che una colonnina di acciaio cromato o una lastra di plexiglas trasmettono messaggi non-verbali (o subliminali) impossibili da replicare con la cartotecnica, tuttavia immagini fotografiche e testi estesi o graficamente integrati nelle immagini sono difficilmente riproducibili a basso costo su questi materiali.
La carta stampata offset raggiunge un’alta qualità di definizione e di cromia con costi nettamente inferiori, ad esempio, alla stampa serigrafica (che si può applicare su tutti i materiali, non solo cartacei) o a quella digitale (che però è conveniente in caso di basse tirature).


Trasportabile in grandi quantità perché leggera e appiattibile


I costi per distribuire i display capillarmente sul territorio fino ai Punti Vendita possono superare il costo del display stesso. Va da sé che appiattire e/o smontare il display per ottenere pacchi di dimensioni contenute e impilabili è una caratteristica della progettazione che, benché non si noti (e non si deve notare a display installato), va tenuta in grande considerazione. È bello disegnare architetture faraoniche o strutture complesse e con geometrie ardite (e nelle immagini di presentazione fanno molta impressione al cliente impreparato); non facile è evitare l’effetto "pacco di IKEA" per i merchandiser che dovranno installare i display e ancora meno se questa installazione la dovrà fare personale impreparato.


Smaltibile facilmente a fine promozione


Se non esistesse la cartotecnica i cimiteri dei display assomiglierebbero a sfasciacarrozze. Ogni tanto vedo, con un occhio affettuoso che altri riservano p. es. alle macchine d’epoca, vecchi espositori in telaio metallico riutilizzati da piccoli esercizi commerciali di paese come scaffalature mobili, cariche di ogni cosa che non c’entra nulla con l’originario prodotto che esposero. Nostalgie di futuri scenari alla Mad Max dove le tecniche commerciali sono riciclate per consumatori post-atomici.
Invece nulla resta dei vecchi display in cartotecnica. Solo vecchie foto e, se si è fortunati, campioni scampati alle periodiche bonifiche dei magazzini delle Aziende di produzione (che immancabilmente, dopo anni di oblio, servirebbero come riferimento proprio pochi giorni dopo che li si è buttati al macero).
Schiacciati e strappati, eccoli nei cassonetti, in attesa che una vera organizzazione di raccolta differenziata per il riciclo prenda piede nel nostro Paese.

 
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